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25 Luglio 14
Sicchè niente, sto ancora cercando di scrostarmi dalla retina l’immagine delle braghe turchese fluo di una tizia che ho incrociato. Che cose terribili le avranno mai fatto le gambe per insaccarle in quella roba.
Per par condicio dirò che l’altro giorno mi sono imbattuto in un motociclista con moto mariuola e casco mariuolo in netto contrasto con graziosa maglietta a fiorelloni abbinata a braghi altrettanto floreali. Stavo per tirare fuori la mia migliore voce da viado e chiedergli “sono lilium quelli, cara? che belli”
Ma un poco lo capisco, sono già entrato (e uscito) da un paio di negozi di abbigliamento senza trovare nulla che non mi facesse sembrare il fioraio di elton john. Se la gente avesse la mente aperta sulle questioni sociali quanto sulla roba che si mette addosso altro che unioni civili, avremmo già i matrimoni poliamorosi.
Ma sto ritardando l’inevitabile: anche se mi vorrei enigmatico e imprevedibile come un capitan harlock ritratto da pollock la presente è mera notifica sul fatto che sto per chiudere baracca per un pochino per le più banali ferje estive.
Ma come cantava Lucio si sa che l’impresa eccezionale è essere normale, ed è forse anche per onorare la sua memoria che già so che prima o poi mi ritroverò anch’io con una cazzo di maglia a fiori.
☮ & ♡

Sicchè niente, sto ancora cercando di scrostarmi dalla retina l’immagine delle braghe turchese fluo di una tizia che ho incrociato. Che cose terribili le avranno mai fatto le gambe per insaccarle in quella roba.

Per par condicio dirò che l’altro giorno mi sono imbattuto in un motociclista con moto mariuola e casco mariuolo in netto contrasto con graziosa maglietta a fiorelloni abbinata a braghi altrettanto floreali. Stavo per tirare fuori la mia migliore voce da viado e chiedergli “sono lilium quelli, cara? che belli”

Ma un poco lo capisco, sono già entrato (e uscito) da un paio di negozi di abbigliamento senza trovare nulla che non mi facesse sembrare il fioraio di elton john. Se la gente avesse la mente aperta sulle questioni sociali quanto sulla roba che si mette addosso altro che unioni civili, avremmo già i matrimoni poliamorosi.

Ma sto ritardando l’inevitabile: anche se mi vorrei enigmatico e imprevedibile come un capitan harlock ritratto da pollock la presente è mera notifica sul fatto che sto per chiudere baracca per un pochino per le più banali ferje estive.

Ma come cantava Lucio si sa che l’impresa eccezionale è essere normale, ed è forse anche per onorare la sua memoria che già so che prima o poi mi ritroverò anch’io con una cazzo di maglia a fiori.

☮ & ♡

Posted: 11:12 AM
24 Luglio 14

The Untold Tales of Nonna (#4)

(segue da #1#2, #3)

Restano due domande nell’aria.
La prima ha risposta deludente:

"E i partigiani?"
"Partigiani? Non sapevo neanche cosa fossero, dopo la guerra ci dissero che c’erano e che a *** [paesone vicino a quello di mia nonna] ce n’era un gruppo, ma lì da noi, l’hai visto il paese, eravamo quattro case."

L’altra domanda forse d’interesse è dov’era mio nonno in tutto ciò:

Nel fresco gennaio del 1940 mia nonna accompagnò una sua cugina ad una festa in paese (“io la chiamo festa ma era una baracca di legno con un’orchestrina”) incontrando un aitante diciottenne di un paese vicino e fra danze e chiacchiere fecero come da copione mormorare la gente.

Una settimana dopo, in occasione di altra festa al paese dell’aitante diciottenne, mia nonna si appalesò (“sempre con la scusa di accompagnare la cugina se no noialtri di feste… pochine”) nella speranza di trovarlo. Palo.
In quella intensa settimana a mio nonno arrivò cartolina fatidica ed era già partito per breve sosta in caserma emiliana per poi essere spedito in Libia al confine con l’Egitto. Tirava già un’aria frizzantina ma ufficialmente in quel periodo l’Italia era neutrale (la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna arrivò a giugno).

In tutto ciò si continuarono a scrivere con mia nonna, compatibilmente con le sue vicissitudini, tipo essere catturato dagli inglesi. Che, bontà loro, offrivano ai prigionieri disposti a lavorare pratici soggiorni lavorativi in qualche anfratto della Gran Bretagna (tipo alle Orcadi) mentre chi si rifiutava (tipo mio nonno) finiva in prigioni Indiane.
Ricapitolando si fece qualche mese in Libia da soldato, Egitto e Palestina in campi di prigionia e India in prigione per un totale di 6 annetti che manco ci voglio pensare.
Scrisse buona parte dei suoi trascorsi bellici in un diario che riuscì a riportarsi dall’India e che poi mio padre ha trascritto, ma questa è un’altra storia.
Si seppe che era tornato solo dopo qualche mese che era ricoverato in ospedale per quella roba che ora si chiama disturbo da stress post traumatico ma all’epoca avevano brillantemente diagnosticato come schizofrenia.

Si ritrovò con mia nonna dopo tanta corrispondenza ed essersi visti di fatto una volta sola. Una di quelle storie che potete leggere in chiave romantica o bollare come dinamiche da paesino se siete aridi dentro.

おわり

Tags: nonna
Themed by Hunson. Originally by Josh